Pangea

Per alcune donne anche restare a casa non è sicuro

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Restare a casa è per alcuni di noi una noia, per altri un riposo, per altri ancora un fastidio. Ma pensate ora al fatto che la casa, per molte donne, significa solo una cosa: Violenza.
Cosa credete possa succedere, in una situazione di convivenza forzata, a quelle migliaia di donne in Italia che ogni giorno subiscono violenza domestica?
Chiuse in casa, "prigioniere", alla mercé di un compagno violento, il tutto davanti agli occhi dei figli anch'essi rinchiusi ed esposti.
Per alcune donne anche restare a casa non è sicuro. Per quelle che vivono una condizione di violenza domestica e per i loro figli, l'isolamento dentro quattro mura può trasformarsi in una doppia trappola.
È un'emergenza nell'emergenza. È un problema al quale Pangea e la rete Reama vogliono e devono dare una risposta di lungo periodo, perché passata l'emergenza rimarrà il bisogno.

Gli sportelli di Reamanetwork sono attivi.

Se vivi una condizione di violenza scrivici a: [email protected]

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intestato a Fondazione Pangea Onlus
causale: violenza domestica

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