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E-Sister-e for PEACE: la sorellanza senza frontiere

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Chi decide di fuggire dalla guerra tenta il tutto per tutto alla ricerca di una vita migliore. Principalmente sono uomini, ma le donne sono una presenza significativa anche se minoritaria. Negli ultimi anni vi è un allargamento delle presenze femminili provenienti da paesi asiatici a vaste aree africane e da zone in guerra rispetto a dieci anni fa.

Le donne richiedenti o titolari di protezione internazionale subiscono discriminazioni specifiche e diverse forme di violenza perché sono donne, perché sono migranti e spesso anche perché hanno meno strumenti e informazioni per accedere ai loro diritti e alle opportunità per migliorare le loro condizioni economiche, finanziarie e di inclusione sociale, lavorativa, culturale e sanitaria, come anche di far parte di reti sociali e familiari radicate nel paese di accoglienza. Ma ogni donna che si trova qui ha percorso un lungo viaggio che comprende i vissuti del paese di origine, dei paesi di transizione e di arrivo.

Per questo motivo il progetto E-Sister-e for PEACE, vuole restituire loro la voce e dare una opportunità di conoscere le tante storie di donne, per dimostrare che, se la violenza sulle donne non ha frontiere, c'è allo stesso tempo anche un antidoto, la sorellanza senza frontiere che ancora oggi tesse Pace ed inclusione per tutte e tutti.

Il progetto, finanziato dal Ministero Affari Esteri – Piano d’Azione Nazionale su Donne Pace e Sicurezza, si concreterà in:

- un’indagine sui servizi di accoglienza per donne migranti rifugiate e richiedenti asilo nella regione Toscana per rilevare quali e quanti servizi di accoglienza del pubblico e/o privato sociale integrano nella loro metodologia di lavoro una prospettiva di genere, hanno conoscenza degli strumenti internazionali e li mettono in pratica nel lavoro, quali sono le migliori pratiche applicate, quali sono le criticità maggiori che incontrano e i bisogni formativi degli e delle operatrici.

- testimonianze raccolte in collaborazione con associazioni che lavorano nell’accoglienza e/o ascolto delle donne per orientarle e sostenerle nel percorso di integrazione in Italia e di risposta ai loro bisogni. Le donne individuate ed intervistate saranno tutte provenienti da zone di guerra e possono aver subito diverse forme di violenza. Queste storie saranno poi raccontate in un video. Inoltre, le testimonianze raccolte, con il permesso delle donne, saranno rielaborate da una compagnia teatrale di lunga esperienza, che le porterà in scena in uno spettacolo itinerante.