Pangea
fb tw ig yt
iscriviti

Progetti

archivio Pangea

Habiba, che a Kabul investe sul futuro di suo figlio

Testimonianze > Afghanistan > Habiba

Habiba ha 45 anni e vive nel distretto 1 di Kabul. Se conoscete Pangea, sapete già molto su questo distretto, sulla sua povertà e sulla presenza ormai familiare del nostro staff tra i suoi vicoli stretti. È il luogo dove abbiamo anche fortemente voluto nascesse Casa Pangea!

Il figlio di Habiba ha già superato l’età della scuola, e lei ci confida che se avesse conosciuto il progetto Jamila e avesse avuto l’opportunità di utilizzare le attività dell’asilo quando lui era piccolino, forse la sua vita avrebbe avuto una svolta già diversi anni fa.

Fino a pochi mesi fa, infatti Habiba e la sua famiglia sopravvivevano con i magri guadagni del marito, che da circa una decina d’anni era facchino in una ditta di allestimenti.

Un lavoro saltuario e con stipendio bassissimo, circa 60 afghani, poco più di 70 centesimi di euro.

“Con l’affitto da pagare per l’unica stanzetta che ci potevamo permettere, anche riducendo all’osso le spese per sopravvivere, per noi era difficilissimo mettere insieme un pasto tutti i giorni. Io non trovavo lavoro e mio figlio nemmeno. Abbiamo passato periodi davvero tremendi. Mio marito si è sempre dato moltissimo da fare, ma è analfabeta, come me, e questo gli ha impedito di trovare un lavoro migliore”.

Come spesso abbiamo visto accadere, la salvezza per Habiba è arrivata dal passaparola. Un vicina di casa le ha parlato del progetto Jamila e del programma di microcredito.

Habiba era un po’ perplessa all’inizio, ci ha confidato, ma aveva notato enormi cambiamenti nella vita della famiglia che viveva a poca distanza da lei, e si è convinta a prendere maggiori informazioni.

Dopo aver incontrato lo staff e aver valutato insieme alle nostre operatrici la situazione familiare, Pangea le ha offerto di essere inserita nel progetto, considerando che la soluzione migliore fosse quella di investire sul futuro lavorativo del figlio.

Così è stato. Mentre ha iniziato a seguire i corsi di alfabetizzazione (e che soddisfazione, ci ha detto, tornare a casa e insegnare al marito!), igiene e sanità, diritti umani, le è stato affidato un primo microcredito di 10.000 afghani, circa 120 euro “Una cifra da capogiro, per me, ma grazie al corso sulla gestione del risparmio e del credito, sapevo cosa fare!” dice orgogliosa Habiba.

Sotto la guida dello staff, ha deciso infatti di comperare un carretto per il figlio, e avviare un’attività di rivendita di carne presso i mercati della zona.

Il figlio ha subito iniziato a lavorare sodo, spesso aiutato dal padre nei momenti di maggiore attività, e in meno di un anno, Habiba è riuscita a risparmiare 3.000 afghani!

Finalmente ha potuto sistemare la casa e comperare molte cose che mancavano, oltre che a garantire alla famiglia un benessere mai conosciuto prima.

Con il secondo microcredito, di 15.000 afghani, l’attività del figlio è stata incrementata ulteriormente, con introiti giornalieri di quasi 300 afghani!

Habiba ci confida orgogliosa che ora è la beneficiaria con il più alto risparmio del quartiere!

Sorridente ha esclamato, dopo aver concluso la sua intervista

“Ho dei grandi progetti per il terzo microcredito, e spero di realizzarli! Insha’Allah”.

Per sostenere le tantissime donne che come Habiba sognano un futuro fatto di certezze clicca [QUI]