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Golandam: la storia dell’impossibile che diventa possibile

Testimonianze > Afghanistan > Golandam

Immaginate di essere una mamma e di avere 7 bambini.

Immaginate di vivere con vostro marito e i vostri figli a Kabul, in un’unica stanza che serve per tutti, e per tutto. Pensate poi che la vostra famiglia si possa sostenere solo con la saltuaria vendita davanti alla vostra porta di frutta e verdura, che quasi nessuno compra.

Ora sappiate che questa è stata la vera vita di una donna che si chiama Golandam. Ma potrebbe chiamarsi con cento altri nomi perché purtroppo sono le condizioni in cui versano moltissime delle donne che Pangea incontra ogni giorno: tante si sono risollevate da terra, tante ancora aspettano di poter avere un’occasione per rinascere.

Quando l’abbiamo conosciuta, Golandam viveva in queste condizioni nel distretto di Dashte a Kabul. Ora ha avviato il terzo microcredito, ma all’epoca, 3 anni fa, non aveva praticamente di che vivere. Sfamare ogni giorno due figlie femmine e cinque figli maschi era difficile, spesso impossibile.

Nell’unica stanza dove abitavano, o meglio si riparavano perché non è possibile chiamarla casa, non avevano acqua, corrente elettrica, cucina o, neanche a pensarlo, un bagno.

Un giorno una sua conoscente le ha parlato del progetto di Pangea.

Le parlava di microcredito, di investimenti, di lavoro, di corsi, di salute.

Golandam non capiva tutto, ma ha deciso di fidarsi, perché aveva visto i suoi bambini andare a scuola, e aveva notato gli abiti quasi nuovi che portava. Aveva visto che non abitava in un’unica stanza ma si poteva permettere l’affitto di una casupola, con addirittura una piccola cucina. Tutto questo lo capiva benissimo.

Sapendo che la sfida più grande era che anche il marito si convincesse a provare, ha fatto un tentativo e ce l’ha fatta! Ha finalmente incontrato lo staff di Pangea che ha subito verificato le pessime condizioni di vita della famiglia. Le hanno proposto di entrare nel progetto e lei ha accettato.

Insieme al marito, mentre seguiva i corsi di igiene e sanità presso il centro donna e imparava a leggere e scrivere, ha richiesto un primo microcredito.

Con il prestito di 10.000 afghani – 125 euro – hanno aperto una piccola attività di rivendita di scarpe usate itinerante, presso i mercati, e con i primi risparmi – ben 3.500 afghani! – sono riusciti a comprare cibo e diverse suppellettili che non avevano: piatti, stoviglie, un tappeto.

Dopo una breve ricerca nella zona Golandam ha individuato nella vendita di frutta secca una buona attività da avviare nel quartiere, dove ancora mancava.

Con il secondo e terzo microcredito ha così avviato un negozietto, ingrandendolo sempre di più.

La vendita è affidata al marito, la gestione dei guadagni e degli investimenti invece è affidata a Golandam, che è diventata sempre più brava anche grazie ai corsi che frequenta presso il centro.

La sua vita in questi 3 anni è stata rivoluzionata: ora i suoi figli stanno frequentando la scuola, e tutti insieme si sono trasferiti in una piccola casa in affitto, con più stanze e la corrente elettrica.

Golandam ha potuto realizzare tutto questo grazie alla sua intraprendenza e tenacia, perché voleva dare un futuro diverso ai suoi bambini. E ci è riuscita grazie al progetto Jamila di Pangea.

Ora sta parlando del progetto a tutte le donne che conosceva quando viveva in quell’unica stanzetta, perché vuole che molte altre possano avere un’opportunità di tornare a vivere.