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Le due vite di Rina. A Calcutta si può rinascere più di una volta

Testimonianze > India > Rina

La bellezza di Pangea è poter seguire le donne con cui lavoriamo passo dopo passo, e vedere insieme a loro i tanti piccoli grandi cambiamenti nella loro vita, scaturiti dai nostri progetti. E allora ecco qui il percorso di Rina, che incontrai diversi anni fa a Calcutta.

Agosto 2008. Rina è una bellissima ragazza di 26 anni, con una disabilità alle gambe dovuta a una caduta dal letto quando era piccola. Grazie alle protesi e a un recente intervento chirurgico – resi possibili grazie al progetto per le donne disabili che realizziamo negli sulm di Calcutta - è in grado di camminare, seppur con qualche difficoltà.
Rina rappresenta un caso speciale tra le nostre beneficiarie, perché è tra le pochissime donne disabili sposate! Ha celebrato le nozze proprio qualche giorno prima della mia visita e a breve andrà ad abitare a casa del marito. Per ora vive ancora con i genitori, un fratello e una sorella (entrambi più piccoli). Il padre lavora come rilegatore. Per problemi economici Rina ha dovuto abbandonare gli studi mentre frequentava la X classe e da quel momento si dedica alle faccende domestiche e aiuta il padre nella sua attività.
È una ragazza molto intelligente e piena di risorse: parla 4 lingue - hindi urdu, bengali e inglese - è bravissima a cucinare e a cucire. Ha imparato guardando la televisione, le basta vedere una volta una ricetta per riprodurla. Ama studiare e ha tanti sogni per il futuro, tra cui imparare a usare il computer e insegnare, ma al momento la sua passione più grande è la sartoria. Vorrebbe migliorare la tecnica per avviare una propria attività e magari in futuro diventare insegnante di taglio e cucito.
Quando andiamo a trovarla ci accoglie con un sorriso raggiante, perché ha appena ottenuto il permesso dal marito per frequentare il corso di sartoria che Pangea realizza insieme al partner locale, l’associazione AWWD.
È entusiasta della sua conquista, anche perché ora può ben sperare di riuscire a trovare un accordo con il marito anche su altre questioni, tra cui il poter frequentare il gruppo di donne disabili (finora, non avendo il consenso, andava alle riunioni del gruppo di nascosto dal marito) o la possibilità di uscire di casa senza il burqa, dato che già ha molte difficoltà a camminare con le protesi.
L’entusiasmo e la positività di Rina saranno di grande aiuto per le sue compagne: la sua esperienza sarà un esempio trascinante e la sua determinazione offrirà un prezioso stimolo e una forte motivazione per le ragazze più vulnerabili.

Luglio 2014. Oggi, a 6 anni di distanza, Rina è una delle sarte più brave e più impegnate della piccola unità di sartoria che è stata creata accanto all’ufficio di Pangea.
Non è stato semplice per lei, ci racconta Kuhu, la responsabile del progetto. Il matrimonio è andato male. Il marito non ha mai accolto Rina a casa sua: i primi tempi l’andava a trovare a casa dei genitori quasi tutti i giorni ma, dopo poco più di un anno, è sparito e non ha più dato sue notizie. Rina, avvilita, ha smesso di andare al corso di sartoria e ha partecipato poco agli incontri previsti dal progetto. Ma le communtiy workers non l’hanno abbandonata e sono andate regolarmente a visitarla a casa, incitandola a non buttarsi giù. Per fortuna la forza e la vivacità di Rina hanno avuto la meglio: piano piano è tornata a frequentare il corso di sartoria e le riunioni del suo gruppo, ed è riuscita a ricostruire la sua autostima e a riprendere in mano i suoi progetti di vita, superando il senso di frustrazione per l’abbandono del marito. Finito il corso di sartoria, Rina ha iniziato a lavorare all’unità di sartoria aperta accanto all’ufficio ed è diventata un’instancabile lavoratrice. Lavora tutti i giorni dalla mattina alla sera ed è spesso l’ultima ad andar via: confeziona abiti su commissione per un negoziante del quartiere, oltre a realizzare vestiti su misura per i familiari e il vicinato. I guadagni sono ancora molto modesti, ma sembrano destinati a crescere.
Grazie al supporto di Pangea, Rina non solo è diventata un’ottima sarta ma ha ottenuto dei presidi ortopedici per le gambe che le permettono di camminare e di svolgere qualunque attività, nonostante la grave disabilità ad entrambe le gambe. Ogni tanto si lamenta di quei ferri che sfregano continuamente sulla pelle, tanto che ci mostra il doppio paio di pantaloni che indossa, uno sopra e uno sotto i tutori, per proteggersi (mentre la temperatura nella premonsonica Calcutta sfiora i 40°!); eppure la libertà e la mobilità che questi fastidiosi apparecchi le garantiscono sono impagabili. E grazie a loro e al suo impegno, Rina farà molta strada e andrà lontano…

Claudia Signoretti
Coordinatrice Programma Afghanistan e Programma India di Fondazione Pangea Onlus