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Le parrucchiere di Kabul: quando bellezza vuol dire emancipazione

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Il momento indubbiamente più emozionante di questa partnership è stata la consegna dei diplomi: Corrado Marconi, amministratore delegato di Paul Mitchell Italia, davanti a un computer - da Bologna, durante il Cosmoprof - collegato via Skype con Luca Lo Presti, presidente di Pangea a Kabul, all'interno di Casa Pangea insieme alle neo parrucchiere professioniste, il 9 marzo 2013. Una giornata che nella capitale afghana era iniziata con il solito attentato kamikaze, questa volta davanti a uno dei due ingressi del ministero della Difesa; bilancio preliminare: nove morti, sette civili e due soldati afghani, e almeno una decina di altri feriti civili.

Eppure, nonostante la guerra e la violenza che le donne subiscono quotidianamente in Afghanistan, nemmeno un anno prima da quella data l'importante azienda internazionale di prodotti per hair stylist aveva scelto di fare qualche cosa di più che una donazione. Aveva deciso di ideare, insieme a Pangea, il progetto Le Parrucchiere di Kabul.

Si tratta di un programma di formazione professionale, destinato ad alcune partecipanti del Progetto Jamila, per l’avviamento di saloni di estetica e parrucchiere nella capitale afghana. Il progetto è andato ad arricchire l'ampia offerta di formazione lavorativa che Pangea, insieme ai partner locali, utilizza come mezzo per favorire lo sviluppo economico, l’emancipazione sociale, e l’affermazione dei diritti di alcune tra le donne più povere dei distretti in cui la Fondazione opera dal 2003.

Paul Mitchell Italia ha messo a disposizione la professionalità dei propri dipendenti, alcuni dei quali hanno trascorso una settimana a Kabul per formare le future formatrici, e una fornitura di prodotti di alta gamma, garantendo così la qualificazione professionale dello staff afghano, che ha successivamente avviato un ulteriore corso specifico presso uno dei centri Pangea. Le diplomate, quelle che timidamente sorridevano guardando un monitor puntato su Bologna e Corrado Marconi, potranno ora avviare i propri centri o essere assunte da saloni della zona.

Se anche la tua azienda vuole sostenere il lavoro di Pangea, scrivici a: aziende@pangeaonlus.org