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Italia, Afghanistan e India: tre paesi, una sola Pangea

Dove lavoriamo

L'Italia, l'Afghanistan e l'India. Sono questi i Paesi dove oggi lavora Fondazione Pangea. Tre Paesi completamente diversi per storia, cultura, tradizioni, sviluppo economico e sociale. E tuttavia accomunati dalla fragilità e dalla debolezza in cui si trovano a nascere e vivere le donne.

L'Italia, un Paese in cui le diseguaglianze economiche e sociali tra nord e sud sono lo specchio del mondo. Un Paese che sulla carta rispetta i diritti ma nella realtà ha difficoltà a implementarli e offrire pari opportunità agli uomini e alle donne, nei diversi ambiti della vita culturale, sociale, economica. Tutto ciò persiste nonostante l’Italia sia parte del G8, ossia considerata uno degli otto paesi più “ricchi” e sviluppati del mondo.

L'Afghanistan è un paese emblematico rispetto ai tanti territori in guerra oggi nel mondo. Luogo in cui interessi internazionali e nazionali creano un grande gioco dal quale non si riesce ad uscire. Dove economia, appartenenza etnica, religione ed estremismo si mescolano e rendono precaria la vita della gente comune. Dove regole e ruoli sono stabiliti e opprimono ogni anelito di libertà. Dove le bambine e le donne sono inevitabilmente le più esposte a quanto di peggio questo scenario possa produrre.

L'India una terra piena di contraddizioni, con la sua immensa ricchezza e immensa povertà, modernità e tradizioni ancestrali, le star di Bollywood e gli abitanti dei binari della Città della Gioia. Un Paese in trasformazione che fa comunque fatica a riconoscere le donne al pari degli uomini, dove troppo spesso la violenza cieca le umilia e le fa soffrire.

Lavorare in questi tre Paesi ci dà l'opportunità di avere una visione di quella che è la condizione della donna in aree cruciali del mondo, di quali sono le minacce che ne limitano la libertà e la vita, del labile confine che separa progresso e immobilità. Una visione che non fa altro che confermarci la nostra idea: è solo partendo dal rispetto di ogni singolo essere umano, indipendentemente dal fatto che sia uomo o donna, dal proprio orientamento sessuale, dalla cultura o lo status economico, si possono gettare le basi per un domani fatto di reciproco rispetto, opportunità per chiunque, un futuro diverso da ciò che abbiamo già vissuto.